“Uno svezzamento” mi prende per mano

La pagina del prossimo numero di EXPOART,
che verrà distribuito ad ArteGenova dal 12 -15 febbraio e ad Art Madrid Contemporary Art Fair dal 24 al 28 febbraio.

Quando Marina Zatta, la responsabile dell’associazione Soqquadro, mi ha intervistata e mi ha chiesto di inviarle qualche foto di pittosculture per la pagina, le ho mandato 4 foto, sicura che avrebbe sentito anche lei che una tela era più viva di altre.
“Uno svezzamento” è del 2007, me ne sono resa conto (con la coscienza) solo ad articolo già in stampa. E il 2007 per me è stato un anno cardine, l’anno di una nascita fondamentale, che poi ho negato e affossato in ogni modo possibile, perdendo l’immagine che nel 2007 era emersa.

Non del tutto persa.
Himbarossa è arrivata nel 2013, ha giocato con le perle e l’ebano e l’argento e l’Africa. E non ha ancora finito.
Poi  2014, di nuovo sapone sulla strada. Ma stavolta la caduta mi ha fatto bene, un taglio profondo alla pancia, come una bocca che parla, mi ha pregato di non chiudere gli occhi e di non avere paura, mai più.

Un processo istantaneo come quando la luce tocca la retina e dà inizio alla capacità di immaginare, ma al tempo stesso lentissimo come quei 20 secondi che passano tra un prima e un dopo, quando la vita finalmente è. Ecco.

Da qualche mese, un convergere di accadimenti interni e di incontri, alcuni fortuiti altri conquistati, mi sta riportando alle tele, all’incisione, alla sperimentazione, al gioco. Sono curiosa di vedere cosa ne uscirà. Intanto sorrido, perché nascere fa bene, assai.

 

 

 

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viaggio in punta di pennello

Come e perché l’aria di Lisbona mi abbia riportato alla mente la luce di Yoff non è così difficile da immaginare: Oceano.
Da quando sono tornata non faccio che disegnare, intagliare, dipingere e cercare l’Oceano.

Ma intanto il mio tributo ad una immagine di donna che porto con me, scolpita nella memoria, e che (nemmeno lo sapevo) mi ha aiutato a passare a schiena dritta attraverso il grappolo di dolori più grande della mia vita, e uscirne a cuore pieno.

la princesse de Yoff

la princesse de Yoff